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Archivio per la categoria ‘Comunicazione’

Casa di Comunità e Poliambulatorio ASST

Facciamo Chiarezza

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Uno dei valori che ha segnato i nostri dieci anni di amministrazione è quello della trasparenza. E della verità. Sono valori imprescindibili, per noi, anche nei momenti della campagna elettorale. Trasparenza e verità. Anche sul tema della Salute, che è per noi un tema caro.
 
Nello specifico sulla Casa di Comunità la nostra posizione è sempre stata chiara e trasparente. Non avendo il poliambulatorio di Binasco i requisiti minimi richiesti (800 metri quadri contro i 2.000 indicati da Regione) abbiamo concordato con gli altri sindaci del territorio una nuova realizzazione a Santa Corinna di Noviglio, esattamente sul confine con Binasco, facilmente raggiungibile a piedi o in bici.
 
Gli spazi del Poliambulatorio ASST rimarranno a Binasco e rimarranno come importante servizio di prossimità per le nostre famiglie. Abbiamo dato prova in questi anni di saper gestire, come accaduto nelle fasi più acute della pandemia, l’emergenza sanitaria. Senza mai venir meno al nostro impegno, nemmeno nei momenti più duri e difficili. Abbiamo dimostrato come siamo stati capaci di stare vicino ai nostri cittadini colpiti dal virus e alle famiglie, spesso inermi davanti a una situazione mai vista prima.
 
Il poliambulatorio ASST, per noi, continuerà a essere centrale proprio in questa direzione. Non solo con i servizi di Infermieristica di Prossimità (già positivamente sperimentati da molti cittadini) o di ascolto dei bisogni. Ma anche come hub per le prossime campagne vaccinali. Già in corso la pianificazione logistica per eventuale quarta dose massiva a partire da Settembre.
 
Pensare, come fanno i nostri avversari politici, di spostare i servizi alla persona in un altro spazio è semplicemente un trasloco di quanto già presente, con uno sfratto alle preziose strutture ASST.
 
Promettere ai cittadini di riavere la Casa di Comunità che la giunta regionale, i cui partiti di maggioranza – Lega Nord e Forza Italia in testa – che sostengono la candidata sindaco avversaria, ha deciso di realizzare a Lacchiarella, è appunto una boutade da campagna elettorale. Alla quale rispondiamo solo per amore di trasparenza e di verità, e solo perché chiamati in causa.
 
 

C’era una volta e… c’è …..il Poliambulatorio di Binasco

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Forse non tutti sanno che…..l’Amministrazione Comunale di Binasco, consapevole del progressivo sottoutilizzo del Poliambulatorio di Via Matteotti, così come originariamente pensato, ha accolto con favore la proposta dell’Asst Melegnano e Martesana di ospitare nell’edificio la sperimentazione del nuovo servizio infermieristico IFEC, infermieri di famiglia e di comunità.

Un servizio che sin dall’inizio si è rivelato prezioso ausilio alle fasce più fragili della popolazione nonché il tanto auspicato presidio territoriale e di vicinanza.

In più di un’occasione, soprattutto in questi mesi di pandemia, gli amministratori hanno potuto contare sulla collaborazione degli infermieri di Via Matteotti, che nei casi più urgenti e delicati hanno affiancato il Comune di Binasco in una gestione individuale e personalizzata che non ha eguali.

Gli infermieri di famiglia, attivi quotidianamente presso il Poliambulatorio, garantiscono un presidio dedicato alle fasce più anziane e fragili della popolazione, costruendo una rete virtuosa di presa in carico del cittadino. Il servizio, infatti, ha il compito di dialogare con i Medici di medicina generale, con l’Assistenza a Domicilio Integrata (ADI) e con i Servizi sociali del territorio, al fine di rilevare bisogni di natura sanitaria e sociale e di garantire, ove necessario, interventi domiciliari e di monitoraggio dello stato di salute dell’utente, specialmente in caso di patologie croniche.

Binasco è sede del progetto IFEC insieme ad altre due sole sedi in tutta la Martesana. Ad oggi sono attivi 5 infermieri. Asst ha intenzione (compatibilmente con l’evoluzione della crisi Covid che drena risorse e personale) di incrementare ulteriormente l’organico. Utile ricordare inoltre che presso il Poliambulatorio di Binasco permangono attivi il servizio di Psichiatria infantile e gli uffici amministrativi scelta/revoca.

Le Case di Comunità, di cui oggi si parla ad uso “politico” , previste dalla recente riforma di Regione Lombardia, devono avere requisiti ben precisi: uno su tutti una superfice di almeno 2000 metri quadri. Il Poliambulatorio di Via Matteotti non arriva nemmeno alla metà. Inoltre è prevista la realizzazione di una sola struttura per ambito (c.a. 50.000 abitanti).

Per questo Binasco, assieme a Noviglio, Casarile, Vernate e Zibido ha individuato un’area a Santa Corinna (subito dopo il sottopasso) perfetta per ospitare la “nostra” casa di Comunità. Al di là del campanile di appartenenza e del confine catastale, è evidente ai più come la localizzazione sarebbe stata l’ideale per i nostri cittadini: facilmente raggiungibile a piedi, in bici o in auto con ampi parcheggi.

Unica voce fuori dal coro quella di Lacchiarella che ha proposto Cascina Coriasco. Con una valutazione alquanto superficiale, indicando in Lacchiarella il Comune più numeroso, la Regione ha (per il momento) avallato questa scelta. Sono ancora in corso verifiche e sicuramente Binasco e gli altri comuni faranno valere il proprio punto di vista.

Restiamo convinti che il bene comune vada ricercato con collaborazioni virtuose e non con logiche di campanile. E che su temi cosi importanti come la salute chi è al governo non si possa permettere infondate promesse e semplicistiche speculazioni.

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Comunicato del Direttivo B+

n_logo_binasco_500x500Prendiamo atto delle dimissioni dell’Assessore Lucia Rognoni che ringraziamo per il lavoro svolto.

A volte le strade possono dividersi.

A nome del gruppo politico e della Giunta, Binasco Più ribadisce che partecipazione, trasparenza e condivisone sono e saranno i valori fondanti del nostro modello amministrativo.

Gestire la cosa pubblica è e sarà sempre occuparsi con generosità e dedizione del Bene Comune.

Dopo due anni di emergenza sanitaria, nel momento quindi più difficile del secondo mandato amministrativo, Binasco Più conferma compatto il proprio sostegno al Sindaco, alla Giunta e ai Consiglieri che, senza arretrare di un centimetro, non hanno fatto e non faranno mai mancare la propria vicinanza e l’impegno concreto per tutta la Comunità di Binasco.

Il Direttivo dell’Associazione Binasco Più

LOTTIZZAZIONE AF ZUST AMBROSETTI

Facciamo chiarezza sulla “Logistica” di Binasco.

Il complesso che sta sorgendo alle spalle del Cimitero ha una storia davvero molto lunga. Era infatti la FINE degli ANNI SETTANTA quando si cominciò a discutere della lottizzazione delle aree agricole del Molino Nuovo e della cascina Malcantone, di proprietà del Collegio della Guastalla. Nel 1981 la lottizzazione fu approvata e con gli oneri di urbanizzazione incassati venne costruito il campo sportivo e la pista di atletica. E’ da questa data che parte il diritto edificatorio per uffici e attività produttive nella zona in prossimità del cimitero.

Da quel momento l’area, che è compresa nel triangolo fra Binasco, Badile e Lacchiarella per il quale erano stati concessi diritti di edificazione a destinazione industriale per 3 milioni di mq, è stata al centro di diversi progetti, insieme al confinante centro commerciale “Il Girasole”, compresa l’ipotesi di spostamento in quest’area della Fiera di Milano, poi definitivamente localizzata a Rho. Edilnord, proprietaria dell’area, la cedette a Induxia, società successivamente fallita, fino all’acquisto da parte di AF Zust Ambrosetti.

E’ importante ricordare che le volumetrie concesse con la lottizzazione del 1981 erano imponenti: prevedevano edifici alti fino a 18 metri e una densità di 1 metro cubo per metro quadro. Inoltre, gli oneri relativi all’insediamento erano già stati versati al Comune di Binasco negli anni Ottanta, e le varie proprietà hanno sempre pagato le tasse relative ai terreni edificabili.

Non c’era quindi la possibilità di impedire che la società acquirente procedesse alla costruzione. Durante la redazione del PGT (Piano di governo del territorio), da parte di questa Amministrazione, si è però aperta una trattativa che ha portato a una riduzione del 30% della volumetria concessa e a un abbassamento a 15 metri dell’altezza massima.

Perché non si può parlare di Logistica?
Perché non lo è.

Si tratta di un centro industriale per il confezionamento. Questo stabilimento confezionerà le materie prime per la vendita e la distribuzione al dettaglio nei centri commerciali.

L’attuale amministrazione comunale poteva sospendere la realizzazione del sito AF Zust Ambrosetti?
NO, non poteva.

Per quali motivi?

  1. Dagli anni 80 ad oggi i proprietari hanno sempre pagato le tasse e gli oneri di urbanizzazione.

  2. I diritti erano e sono completi e regolari, tanto che l’edificazione del capannone attuale non è dovuta passare in Consiglio Comunale per essere autorizzata e la Giunta ha dovuto solo verificarne, entro i 60 giorni dalla richiesta, la conformità al PGT in vigore.

  3. Il Comune poteva sospendere la realizzazione solo in mancanza di conformità al PGT. Verificata la conformità, l’autorizzazione doveva pervenire entro 60 giorni, in caso contrario la proprietà poteva far valere il proprio diritto attraverso la Regione Lombardia e si poteva così correre il rischio di commissariamento del Comune.

Queste nuove edificazioni in aree già congestionate sono frutto di permessi edificatori rilasciati negli anni 80 /90 quando la sensibilità ambientale e la congestione territoriale erano diverse.
I costruttori, proprietari di terreni e diritti edificabili, con le leggi attuali hanno il diritto di costruire. Ecco perché da più parti e a livello politico si chiede di fare una legge intransigente sul consumo di suolo, perché solo una nuova legge può fermare quella vecchia e modificare i vincoli costruttivi fatti negli anni 80/90 che oggi sono anacronistici e dannosi specialmente in aree come la nostra soggette a vincolo come il parco Sud Milano e già notevolmente congestionate dal traffico.

LEGGE DI BILANCIO 2019 – Lettera aperta ai binaschini

70.000€ dalla Lega e 70.000€ dal M5S?

Facciamo un po’ di chiarezza.

il governo ha assegnato ai comuni italiani (a pioggia, quindi a tutti) una cifra, calcolata sulla base degli abitanti, da destinare alla messa in sicurezza delle scuole, strade, edifici pubblici o patrimonio comunale.
A scanso di equivoci, a Binasco sono destinati 70.000€. Anche se prima la Lega e poi il M5S hanno pubblicizzato l’arrivo dei 70.000€, attribuendosene il merito, teniamo a precisare che sempre degli stessi 70.000€ si tratta.
Per quanto tutti i finanziamenti in arrivo agli enti locali siano benvenuti, perché le risorse a disposizione non sono mai sufficienti per rispondere a tutte le esigenze, soprattutto dal punto di vista della manutenzione del territorio, questa operazione del governo gialloverde non è nulla di eccezionale od eclatante. Dal precedente governo avevamo ricevuto 120.000€, se la Lega ed il M5S volessero aggiungere 50.000€ raggiungerebbero la somma del governo Gentiloni.
In merito alla buona gestione dei fondi, vogliamo tranquillizzare l’opposizione: l’amministrazione comunale capeggiata dal nostro sindaco Riccardo Benvegnù, è perfettamente in grado di sfruttare al meglio tutte le risorse economiche che arrivano a Binasco.
I precedenti 120.000€ furono utilizzati per lavori di manutenzione ai plessi scolastici. Questi 70.000€, serviranno per ulteriori servizi di manutenzione alla scuola media E. Fermi.
Non è nostra consuetudine ribattere agli editti da campagna elettorale dell’opposizione, ma reputiamo che questo caso specifico meritasse un chiarimento nel rispetto dei nostri concittadini.
La trasparenza e l’onestà sono il biglietto da visita degli amministratori in carica, noi crediamo che il vero cambiamento parta dalla consapevolezza sociale e dalla buona gestione amministrativa.

Binasco Più vi ringrazia per l’attenzione.

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